Reggia di Caserta verso le biciclette e oltre…

Ciao viaggiatori,

il post che sto per scrivervi risale a un pò di tempo fa ma ci tenevo comunque a parlarvi di questa giornata per dare tutte le informazioni necessarie a chi,come noi, ha voglia di passare una giornata alla famosa Reggia di Caserta.

Abbiamo deciso,approfittando dei musei aperti ogni prima domenica del mese, di fare una gita fuori porta e visitare qualcosa.La nostra scelta è ricaduta così sull’andare a visitare la Reggia di Caserta. Siamo partiti insieme a Michele e donna Tasha alle 10:00 di mattina.

Con loro ci troviamo molto bene a viaggiare perché hanno gli stessi nostri interessi e gli stessi modi di pensare. Penso che per chi viaggia in gruppo questa sia una cosa molto importante. Siamo arrivati a Caserta dopo una mezz’oretta circa mettendoci immediatamente alla ricerca di un parcheggio. Ci abbiamo messo un po’ perché la maggior parte erano già tutti al completo ma alla fine il nostro caro Alberto è riuscito a trovarne uno, anche abbastanza economico rispetto agli altri che avevamo trovato, pagando solo 5,00 euro per tutta la giornata. Parcheggiate le auto ci mettiamo subito in cammino verso la Reggia, facendo ovviamente prima una sosta bar/toilette che è stata veramente una fortuna perché non immaginavamo una volta arrivati all’ingresso,di trovare una coda chilometrica. E non sto esagerando quando dico chilometrica. Per curiosità infatti il giorno dopo mi sono informata su internet e ho scoperto che c’erano stati all’incirca 20,000 ingressi. Ci siamo messi quindi in coda già immaginando che saremo riusciti ad entrare,forse,dopo ore. Ora non voglio assolutamente giustificarmi con ciò che sto per scrivere, perché so che quello che abbiamo fatto è sbagliato, ma credetemi quando vi dico che c’era un caldo assurdo e il sole picchiava,e come se picchiava, quindi io e donna tasha zitte zitte, caute caute, abbiamo abbandonato la coda della fila incamminandoci verso l’inizio cercando di non dare nell’occhio per vedere se in qualche modo riuscivamo ad infilarci. Alla fine ce l’abbiamo fatta e abbiamo chiamato i ragazzi dicendoci di raggiungerci. Ripeto, so che è scorretto ed è stata una mancanza di rispetto verso tutte le altre persone che erano li in fila già da un po’, ma se non avessimo fatto così penso che non saremo mai riusciti ad entrare. E contate che pur facendo così abbiamo fatto comunque un’ora di fila perché questa,con nostro stupore e disperazione,continuava anche all’interno del cancello fino ad arrivare alla biglietteria. Comunque dopo più di un’ora,stanchi e accaldati,riusciamo a prendere i nostri biglietti pagando solo 5,00 euro per i giardini e prendendo quello gratuito per il palazzo (di norma costa 12,00 euro) e decidiamo di andare a visitare prima i giardini perché ormai si era anche fatta ora di pranzo. Ci sediamo quindi sul prato e consumiamo i nostri panini che con molto amore ci eravamo portati da casa riflettendo anche sul come muoverci per arrivare alla fine dei giardini.

Se non ci siete mai stati vi posso assicurare che arrivare a piedi fino alla fine è una camminata notevole e dato che noi siamo abbastanza pigri e faceva caldo, ma tanto caldo, optiamo per la soluzione più ovvia ossia quella di fittare un richshow. Si fittano stesso all’entrata insieme alle biciclette.Per nostra sfortuna i richshow erano tutti fuori quindi, per 4,00 euro l’ora,fittiamo 4 biciclette. Da qui inizia la nostra  grande avventura. Iniziamo a pedalare andando verso i lati dei giardini, perché questi oltre ad estendersi in lunghezza si estendono anche in larghezza , evitando così anche la grande calca di persone. Facciamo i pazzi e i cretini facendo le classiche gare a chi riusciva a superare gli altri, 4 cretini lo so. Perdiamo anche un po’ di tempo perché tutte e 3 le bici dei miei adorati amici hanno avuto un problema con la catena quindi i meccanici Alberto e Michele si sono impegnati molto, sporcandosi le mani e facendosi anche male, per poterle rimettere a posto.Sistemate le bici,pedaliamo quindi verso la fine dei giardini, questa volta però sulla strada principale iniziando un vero e proprio slalom tra le persone. Donna tasha in tutto questo aveva anche perso il cestino della sua bici, quindi il suo amato ingegnere Michele, ha cercato di escogitare un metodo bloccando la borsa tra il cestino e il manubrio.

Stanchi, distrutti e provati da una salita che non pensavamo fosse così tosta, l’ultimo tratto lo abbiamo fatto praticamente con la bici sulle spalle, arriviamo finalmente alla fontana finale! Ci riposiamo e decidiamo di parcheggiare le biciclette per andare a fare una passeggiata nei giardini inglesi. Facciamo un giretto ammirando tutti gli scorci incantevoli che la natura stessa aveva creato e intorno alle 16:00 decidiamo di tornare indietro.

Il ritorno è stato molto più semplice perché era tutta discesa, quindi siamo arrivati quasi subito senza neanche pedalare, facendo solo attenzione a non investire nessuno. Consegniamo le bici raccontando al signore le disavventure delle catene e del cestino,mostrando anche le mani di Michele e Alberto riuscendo ad ottenere lo sconto e pagando quindi solo un’ora. Il signore inoltre per farsi perdonare ha anche aiutato i due baldi giovani a disinfettare e pulire le mani chiedendo scusa.Abbandonato il signore tanto gentile,ci dirigiamo quindi verso il palazzo. Ovviamente la fila non poteva mancare ma non era nulla rispetto a quella che avevamo trovato all’ingresso. Dopo una ventina di minuti più o meno riusciamo ad entrare e iniziamo così a visitare le varie stanze. Il palazzo è veramente bello, ricco di affreschi sui soffitti e di quadri che lasciano senza fiato.

Fa sempre effetto entrare in queste stanze e pensare che tanti ma tanti anni fa su quegli stessi pavimenti hanno camminato persone illustri e di una certa importanza. Stessa cosa per gli specchi, quando vedevo la mia immagine riflessa pensavo a quante immagini quello stesso specchio avesse custodito con se. Comunque mettendo da parte i miei film mentali, visitiamo tutto il palazzo in un’oretta circa e per le 17:45 decidiamo di tornare alle macchine perché eravamo veramente stanchi. Decidiamo comunque di restare a cenare tutti insieme a Caserta e quindi dalle 18:00 fino alle 19:00 siamo stati con i telefoni in mano per cercare di trovare un locale che soddisfasse sia le esigenze dei ragazzi che le mie. Io purtroppo sono intollerante al glutine quindi ogni volta è sempre una tragedia. Riusciamo però a trovare una pizzeria fantastica “il diavoletto” dove tutti e ripeto tutti si sono subito mobilitati per accontentare anche me. Sono stati di una gentilezza unica e abbiamo mangiato divinamente. Io con il mio antipasto all’italiana e le mie patatine fritte e i ragazzi con le loro pizze. Non abbiamo pagato neanche tanto perché 3 pizze,un piatto di patatine,un antipasto,una bottiglia d’acqua e una birra è venuto a costare 33,50 euro.

spese-t

  • Entrata palazzo:GRATIS
  • Giardini:  5,00
  • Bici4,00
  • Parcheggio auto: 5,00
  • Panini/bibite: 4,00
  • Cena:  8,00
  • Totale:26,00

conclusioni

Per chi non è andato consiglio a tutti di andare a visitare la Reggia di Caserta. Forse ci sono solo alcuni punti a sfavore che non dipendono sicuramente dalla struttua ma dalle persone che la gestiscono. Primo punto a sfavore è stato sicuramente quello della fila all’esterno. Forse non si aspettavano una folla così spropositata, ma comunque non sono riusciti ad attrezzarsi né con delle semplici transenne per delimitare i lati della fila impedendo così ai furbi e a noi quindi, di infilarsi ai lati ma neanche con ambulanze o mezzi di soccorso. C’era un caldo da paura e a fare la fila c’erano anche bambini e persone anziane. È assurdo che con un tempo del genere e una calca di quella maniera non si sia pensato di mettere a disposizione neanche un’ambulanza.  Altro punto a sfavore è stato sicuramente quello dei controlli. Non c’è un controllo!una persona che controlli effettivamente chi e con che cosa entri.Pensate che io sono riuscita ad entrare tranquillamente con il mio zainetto con all’interno un coltello da cucina, quindi manico in plastica e lama in acciaio per poter sbucciare una mela. Mi era venuto il dubbio in macchina con Alberto se portarlo o meno proprio perché pensavo facessero controlli e poi tra una cosa e l’altra mi sono completamente dimenticata di toglierlo. Ora, io non sono una malintenzionata quindi ho mangiato la mia mela e l’ho riposto nello zaino ma come me, chiunque sarebbe potuto entrare per di più con qualsiasi cosa… e dopo tutto quello che sta succedendo nelle altre città credo che sia un errore imperdonabile proprio perché la Reggia registra al giorno milioni di persone! 

Federica

 

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