Roma 48 ore di festeggiamenti no stop

Poteva mai mancare sul mio blog il viaggio nella città eterna??? Certo che no! ed eccolo qui, bello pronto per poter come sempre aiutare qualcuno. E’ un po’ datato perché risale a luglio dell’anno scorso però, spero e penso di potervi comunque aiutare, raccontandovi come sempre tutto nel dettaglio. Sempre insieme ai nostri amici Mick e Tash, abbiamo ben pensato di festeggiare tre occasioni importanti con una bel viaggio di due giorni a Roma.  Il 18 luglio è il mio onomastico e il 19 è il compleanno di quella pazza di Tash e l’anniversario mio e di Alberto.Quindi quale modo migliore per festeggiare se non con un bel viaggio insieme?! Siamo partiti intorno alle 8:45 di mattina e alle 11:00, più o meno, siamo arrivati al Camping Village per poter posare le valigie e iniziare fin da subito il tour in questa città meravigliosa!!! Il camping è veramente ben collegato… c’è una fermata dell’autobus proprio all’uscita e una volta preso, dopo neanche 10 minuti, si è davanti alla fermata della metro. Comunque vi parlo del camping più dettagliatamente qui. Una cosa che ricordo in assoluto di quei giorni, era il caldo atroce che ci ha accompagnato per tutto il tempo ma eravamo dei super temerari e anche a costo di prendere qualche ustione di terzo grado, il tutto non ci spaventava. Come prima tappa abbiamo deciso di andare a fare un giretto a villa borghese.

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No, non era perché era situata all’ombra e noi avevamo modo così di poter respirare… siamo dei temerari vi siete dimenticati? Dopo una camminata immensa e ormai con la lingua sotto i piedi, siamo arrivati al laghetto fantastico con le barchette fantastiche e noi da veri romantici fantastici, abbiamo deciso di fare un giretto nel lago. Io e Alberto in una barchetta e Mick e Tash in un’altra. Siamo partiti bene…più o meno…Tash ha avuto solo qualche problema a capire come funzionassero i remi…girando per un po’ in tondo…ma poi è diventata una marinaia perfetta prendendo dimestichezza con la sua nave e solcando il grande lago.

Però, come tutte le cose belle che prima o poi tendono a finire,non so perché e non so come, ci siamo ritrovati a fare le gare con le barche, tamponandoci tipo macchine a scontro. Dopo esserci fatti riconoscere e aver finalmente riconsegnato le barche con la faccia rossa dalla vergogna, abbiamo deciso di fermarci su una panchina per consumare il nostro pranzo insieme ai barboni e ai piccioni. La nostra attenzione è ricaduta su un uccellino bastardo che, zitto zitto, tra tanti piccioni riusciva sempre a rubare il pezzettino di pane che lanciavamo, diventando così il nostro mito della giornata! Riposate le gambe a dovere, abbiamo deciso poi di andare verso piazza del popolo. Io e Mick ai piedi avevamo le converse e l’asfalto era talmente bollente da sentire il bruciore fino al cervello! Tash invece aveva una sua piccola missione. Riuscire a barattare con i venditori ambulanti per comprare la “mazzarella dei selfie” a 3,00 euro! Alberto invece ne aveva un’altra…fermarsi da H&M e comprarsi una nuova maglietta, perché la sua era completamente zuppa di sudore. Avevamo iniziato proprio bene no? subito dopo aver visto piazza del popolo ci siamo diretti verso piazza di Spagna 

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dove la nostra cara amica Tash ha completato la sua missione, riuscendo ad accalappiarsi la famosa mazzarella al prezzo da lei concordato! Felici e contenti siamo riusciti anche a spararci il selfie con il ragazzo che ormai era entrato nel cuore di donna Tasha

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Dopo aver testato a dovere la mazzarella con alcune foto improponibili…dovevamo ancora prendere la mano con il nuovo strumento…camminando, siamo poi arrivati verso la famosissima fontana di trevi…ma una volta arrivati li, la scoperta! Era chiusa…completamente vuota perché in restauro….cioè la sfiga….distrutti e affranti per non aver potuto lanciare la monetina e io e Mick con i piedi che ormai erano diventati un tutt’uno con l’asfalto,ci siamo diretti verso il Pantheon…

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ma li c’era la messa e non potevamo entrare…quindi ormai incazzati e con lo sguardo rivolto al cielo, pensando di veder passare sopra di noi la nuvola di Fantozzi, ci siamo diretti verso piazza Navona in attesa che finisse la messa al Pantheon. Fortunatamente la piazza era intatta e quindi, dopo aver testato ancora la nuova mazzarella di Tash,

siamo tornati al Pantheon sperando che la messa fosse finita. Risposta affermativa!

E così, dopo aver fatto un’accurata e attenta visita, ormai stanchi, distrutti e puzzolenti, abbiamo deciso di tornare al camping per fare il check-in, che non avevamo ancora fatto e farci una doccia per poi andare a cena.

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Una volta rinfrescati, Mick aveva trovato su tripadvisor un locale tipico per cenare, proprio vicino San Pietro.

Solo per arrivarci ci abbiamo impiegato, si e no, un’ora buona. Però pensavamo che tutta la fatica venisse ripagata una volta seduti a tavola e consumata la nostra cena…..certo….abbiamo mangiato un piatto di amatriciana pagandolo 9,00 euro… e aggiungerei anche che mia madre a casa, lo fa meglio. Dopo l’ennesima delusione della giornata Tash però aveva un’altra missione delle sue: riuscire a mangiare la grattachecca da sora Maria. Arrivati li davanti però, la fila di persone ci ha spaventato tanto da farci tornare al camping sperando di riuscire nella missione il giorno dopo. E così, la domenica mattina di buon’ora, ci siamo svegliati, abbiamo fatto una colazione super abbondante

e poi una volta preso l’autobus e la metro, ci siamo diretti di nuovo al centro. Io desideravo tanto andare a vedere il giardino degli aranci per poter ammirare San Pietro dalla serratura e dopo una camminata chilometrica, finalmente riusciamo ad arrivare a destinazione.

Ci siamo goduti un po’ la visuale di tutta Roma riposandoci anche su una panchina

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e dopo un po’, abbiamo deciso di andare via dirigendoci verso la bocca della verità. Siamo riusciti a guardarla solo da fuori perché la fila era veramente esagerata e non ci andava di aspettare così tanto.

Ovviamente all’appello non potevano mancare il Colosseo e l’Altare della patria. E quindi dopo aver fatto i fighi li davanti, sparandoci un paio di foto,

abbiamo deciso di prendere un bus turistico per fare un bel giro per la città e per risposarci. Il sole picchiava e batteva come un pazzo, tanto da obbligarci a comprare le famose pagliette, per non prendere un’insolazione…non eravamo più così temerari e avendo ormai una certa età, era giusto prendere qualche precauzione…

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siamo scesi a San Pietro che purtroppo siamo riusciti ad ammirare solo da fuori, in quanto la fila di persone desiderose di entrare era chilometrica.

Dopo aver fatto un giretto li intorno, abbiamo poi deciso di soddisfare il desiderio di donna Tasha andando a prendere la famosa grattachecca da sora Maria ma, una volta arrivati li davanti, la tragedia…era chiusa! Tasha era disperata, noi tutti lo eravamo perché era diventato il viaggio delle sfighe e ci siamo dovuti accontentare quindi di un’altra grattachecca, presa in un locale sul lungo Tevere e che non era poi tutta sta bontà.

Alle 18:00 siamo ritornati al camping per fare il check out e tornare a casa però facendo prima una breve sosta al quartiere della garbatella, per vedere il locale dei cesaroni. Ero troppo curiosa di vederlo dal vivo.

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Subito dopo, felici, contenti e stanchi da morire, ci siamo messi in viaggio per tornare a casa.


Le spese totali questa volta purtroppo non riesco ad inserirle perchè essendo passato un anno e avendo la memoria di un pesciolino rosso non le ricordo.

conclusioni

È stato un bel viaggio…anche se super sfigato. Ci siamo divertiti da morire e lo ricordo ancora con il sorriso sulle labbra. Roma è bellissima, sono simpaticissimi i romani e starei sempre li. Ci siamo promessi di ritornare per poter visitare tutto quello che non siamo riusciti a vedere e come prima missione questa volta abbiamo quella di assaggiare la grattachecca da sora Maria. A documentare il tutto e rendervi più partecipi del viaggio, sperando anche di lasciarvi un sorriso, vi linko il video che ha realizzato Tash. L’avrò guardato infinite volte perché è stata veramente bravissima a farlo. E’ tutto viaggiatori. Alla prossima mission! Vi abbraccio.

Federica

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