Firenze con amore…No, Firenze con dolore! -Parte 2-

Nella prima parte della nostra avventura a Firenze, se ve la siete persa potete cliccare qui, eravamo andati a dormire stanchi dalla giornata trascorsa,ma……

Alberto non ha chiuso occhio e con la delicatezza che lo contraddistingue e l’amore e il rispetto che ha nei miei confronti, ha iniziato a sbruffare a più non posso e ad accendere e spegnere la luce, ogni volta che lo riteneva necessario… che dolce! Alle 4:30 di notte però accade un fatto strano e per me terrificante.Tra il mio dormi veglia, improvvisamente sento toccarmi e premere il naso, ed ero strasicura che non si trattava di Alberto, in quanto da poco era andato a farsi una camminata per sgranchire le gambe nel bagno. Apro quindi titubante gli occhi e lì a fissarmi, ad 1 centimetro dal mio naso, c’erano gli occhi gialli e curiosi di Atena, il gatto della mia amica! Mi alzo di scatto dal letto con quasi un infarto in atto. Avevo completamente dimenticato la sua presenza in casa e quell’amore del mio fidanzato, aveva dimenticato la porta della camera aperta, permettendo così al gatto di poter entrare e fare di me ciò che voleva. La notte passa così, ammirando il gatto che ormai aveva deciso  di trasferirsi sull’armadio della nostra camera e rendendo così inutile ogni nostro tentativo di farlo uscire. Alle 9:00 riapro gli occhi e decido così di alzarmi dal letto. A casa ero sola perchè Alberto era andato a fare il colloquio e la mia amica e il fidanzato erano andati a lavorare. Proprio sola in realtà non ero perché c’era Atena che controllava ogni mio movimento a distanza. Colgo da qui l’occasione per aprire una piccola parentesi, che spero vivamente non offenda nessuno. Amo da morire gli animali, credo che se mai mi dovessi trovare davanti alla scelta di salvare la vita ad un essere umano o ad un’animale, senza ombra di dubbio la mia scelta ricadrebbe sul secondo. Ma i gatti…..i gatti proprio non riesco a farmeli piacere. E’ più forte di me! Non mi trasmettono nulla, ti guardano con indifferenza e strafottenza come se i fatti non sono i loro. Poi si infilano e arrampicano ovunque ed è una cosa che mi da terribilmente fastidio! Atena poi, era di un’antipatia unica! Ho provato anche ad interagire con lei,ve lo giuro!!!! Ho provato a giocare, ad accarezzarla, ma niente! Non ci sopportavamo a vicenda. Decido quindi di andare a fare colazione, piacevolmente intrattenuta dalle arrampicate alpine, ogni tanto intervallate da qualche tuffo olimpionico dell’atleta Atena, che aveva ben pensato di utilizzare LA CUCINA per esibirsi. Che gioia infinita! (spero abbiate captato il mio sarcasmo)

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Dopo lo spettacolo, ancora super eccitata per quello che avevo visto,decido di andare in camera a rifare il letto, ovviamente ignara di ciò che sarebbe successo di li a poco. Non sapevo che i gatti, nutrivano un amore unico e viscerale nei confronti delle lenzuola e quindi, è partita da subito un’accesa battaglia tra me e lei, per poter sistemare alla meglio le coperte. Io tiravo e sistemavo da una parte e lei tirava e distruggeva dall’altra. Credo di aver impiegato quasi un quarto d’ora giuro! Stremata dalla lotta, decido quindi di andare in bagno per lavarmi, prendendo tutto alla velocità della luce e chiudendomi immediatamente la porta alle spalle. Ho goduto quegli attimi come se fossero interminabili, lasciando il mio nemico fuori ad aspettarmi. Mettendoci una vita e rendendomi conto di non poter passare l’intera mattinata nel bagno, decido di farmi coraggio ed quindi uscire. Lei ovviamente era li, spaparanzata sul mobile dell’ingresso a guardarmi con aria di sfida. Le passo accanto senza guardarla e da li…. Zac!…ricevo il primo attacco! Quella stronza mi si era avventata alla mano e per toglierla ce ne è voluto. Poi uno dice perché i gatti sono antipatici! La mattinata passa così, tra attacchi vari e una continua non sopportazione reciproca fino a quando, FINALMENTE mi telefona Alberto, dicendomi che aveva appena finito il colloquio e che stava tornando a casa. E’ stata la telefonata più bella della mia vita credetemi! Decido quindi di prepararmi un uovo fritto e due carote, mentre Atena si arrampicava ovunque cercando di avvicinarsi ai fornelli! Mando giù  l’uovo e dopo neanche due minuti, il mio principe salvatore suona alla porta! L’incazzatura della notte era totalmente svanita ed io, avevo gli stessi occhi che ha una bambina davanti ad un gelato al cioccolato! Mi racconta per sommi capi come era andato il colloquio e quello che gli avevano fatto fare, aggiungendo anche che era stata una bella esperienza e che si era sentito molto tranquillo. Poi la domanda…. “tu invece, che hai fatto?” lui voleva sapere cosa avevo fatto?! E con tutta la calma che mi contraddistingue, gli rispondo semplicemente: “ mi sono scannata con questa stronza! ecco che ho fatto!!!”,indicando Atena fiera sul frigorifero. Alle 14.30 rientra anche la mia amica e noi verso le 15:00, decidiamo di andare a visitare Firenze per non disturbarla. Dopo un’oretta circa e con il navigatore alla mano, finalmente arriviamo al centro per ammirarne di nuovo le opere e i palazzi. Facciamo un giro confusionale senza meta. Purtroppo a differenza degli altri viaggi, questo non era stato programmato e quindi non avevamo la minima idea di dove andare e di cosa visitare. Abbiamo seguito quindi la calca di turisti, trovandoci prima davanti a Palazzo Pitti

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e poi proseguendo verso ponte vecchio, la galleria degli uffiizi e palazzo vecchio, dove abbiamo ammirato una delle copie del David.

Ovviamente i commenti di Alberto sulle “doti” della famosa statua non potevano mancare e tra una risata e l’altra, ci siamo incamminati verso il Duomo, dove però non siamo riusciti ad entrare perché era chiuso.

Arriviamo così vicino alla Galleria dell’accademia e stanchi e affamati, decidiamo di prendere un pacchetto di patatine e sederci su una scalinata.

Riposiamo inutilmente le gambe e intorno alle 17:30, senza ricevere ancora la telefonata della mia amica, decidiamo di incamminarci verso casa. Facciamo una strada diversa dall’andata, allungando non so di quanto. Io ero stremata e chiedevo ogni 5 minuti ad Alberto di fermarci perché non ce la facevo più. Avevamo fatto in totale 15 chilometri, senza contare quelli del giorno prima e anche se avevo mangiato un uovo e un pacchetto di patatine, avevo una fame assurda. Alle 18:30 finalmente mi telefona la mia amica, dicendoci che ci saremo visti quasi sotto casa sua per prendere la macchina ed andare sul belvedere. Avevo ormai la disperazione negli occhi! Dovevamo camminare ancora e dal punto in cui ci trovavamo fino a casa della mia amica, erano più o meno altri 20 minuti di camminata. Non so veramente come ho fatto, ma alle 19:00 io e il mio compagno di avventura, stremati arriviamo a destinazione. Aspettiamo la mia amica e il fidanzato una decina di minuti e dopo esserci salutati, saliamo in macchina per andare sul belvedere. Effettivamente una volta arrivati li la vista era mozzafiato! Ormai si era fatta sera e Firenze illuminata era bellissima. Si vedeva praticamente tutto! Ponte vecchio, palazzo vecchio, il Duomo, Santa Maria Novella…. Era tutto concentrato li.

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A primeggiare sul belvedere, c’era la seconda copia del David e ovviamente Alberto, non contento della prima volta, ha cominciato di nuovo a fare battute a più non posso…. Ma come dobbiamo fare con questi uomini?

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Comunque dopo aver impresso nel cuore e nella mente l’immagine di quella vista stupenda e con le pance che imploravano cibo, chiediamo ai ragazzi di andare a mangiare. Loro non avrebbero cenato perché il venerdì sono a digiuno spirituale e quindi avremmo cenato  da soli. Alberto aveva un solo desiderio, il lampredotto, che si è verificata da subito una ricerca assai difficile, perchè trovarlo di sera è molto raro. Anche per me la ricerca purtroppo si è rilevata complicata perché, essendo intollerante al glutine, la mia scelta si riduce veramente a poco. Fortunatamente, dopo quasi mezz’ora, riusciamo a trovare un baracchino che vendeva il famoso panino proprio a pochi metri di distanza da un kebabbaro. Mentre Alberto, con quasi alla bava alla bocca si accingeva a prendere il suo amato lampredotto io, insieme alla mia amica, decido di entrare nel locale per prendere una porzione di patatine ed una di riso con le verdure.Era immangiabile! Aveva un sapore strano che non si avvicinava minimamente al riso o alle verdure. Decido quindi di lasciarlo mangiando con avidità le mie patatine e dopo aver finito, decidiamo di ritornare a casa. Stremati dalle lunghe camminate della giornata e con le pance che ancora brontolavano, decidiamo di andare direttamente  a dormire. Il giorno dopo, io e Alberto ci svegliamo di buon’ora, facciamo colazione, ci prepariamo e dopo aver chiuso le valigie e salutato la mia amica e il fidanzato, alle 10:00 spaccate, eravamo già fuori. Era sempre un’ora di camminata da affrontare, questa volta con le valigie, ma dato che il treno partiva alle 15:15 ce la siamo presa con tutta calma, fermandoci di tanto in tanto. Alle 12:25 arriviamo alla stazione di Santa Maria Novella e dopo aver goduto del sole sul prato fuori dalla stazione,

decidiamo di andare verso il Duomo perché Alberto per pranzo, aveva intenzione di dare una seconda botta al lampredotto. Io avevo già preparato, prima di andare via, i miei amatissimi panini al prosciutto cotto e quindi, dopo aver soddisfatto il desiderio di Alberto e dopo aver fatto qualche foto di rito davanti al duomo, decidiamo di ritornare alla stazione per aspettare il treno.

Il ritorno è stato abbastanza piacevole, fortunatamente non sono stata colpita da nessun genere di attacco, forse perché mai come quel giorno, desideravo con tutta me stessa di ritornare a casa. Siamo arrivati alle 21:20 di sera, portando con noi un ricordo di Firenze un po’ piacevole e un po’ no. Sono convinta che Firenze merita assolutamente una seconda possibilità. Merita senza ombra di dubbio una visita più attenta e più tranquilla. Merita di essere studiata prima di andare, ma soprattutto di andare con una mente libera da ogni tipo di stress e nervosismi. Purtroppo non è stato un viaggio di piacere, vuoi dall’agitazione del colloquio, vuoi dalla fretta in cui è stato organizzato tutto ma sono comunque contenta di essere riuscita a vedere qualcosa.Adesso non ci resta che incrociare le dita e sperare che il colloquio sia andato bene e chissà, è probabile che un domani Firenze potrebbe avere quella importanza che purtroppo non sono riuscita a darle in questi giorni. Vi abbraccio

Federica

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