Le JANARE di Benevento

Sono veramente emozionata di potervi parlare di questo argomento, perchè in qualche modo è come se vi tramandassi un pò di me e di quello che è la mia storia. Benevento, come già ho detto, è anche chiamata e conosciuta come la CITTA’ DELLE STREGHE. Sono conosciute a noi con il nome di  JANARE, e secondo la leggenda e i racconti popolari, erano solite riunirsi sotto il NOCE che si narri, si trovasse vicino le sponde del fiume SABATO.I loro riti venivano chiamati SABBA, in cui veneravano il demonio sotto forma di cane o caprone. Venivano inoltre invocate da una cantilena che recitava:

“‘nguent’ ‘nguent’, mannam’ a lu noc’ e’ Benivient’, sott’ a l’acqua e sott’ o vient’, sott’ a ogn’ mal’tiemp”

(“unguento unguento, mandami al noce di Benevento, sotto l’acqua e sotto il vento, sotto ogni brutto tempo”)

Sono da sempre stata una persona super curiosa e spesso, mi è capitato di trovarmi a parlare con parenti e persone anziane per nutrire la mia sete di curiosità riguardo a questo specifico argomento. La maggior parte, racconta che le JANARE erano solite durante la notte, entrare nelle stalle per prendere i cavalli, stancandoli al punto tale da farli morire. Inoltre amavano con le loro code, creare delle trecce. Altri invece, raccontano di quanto amassero saltare sulle pance di giovani uomini durante la notte,  ritrovandosi poi pieni di lividi il giorno dopo. Uno stratagemma usato per evitare di far entrare le JANARE all’interno delle abitazioni, era quello di posizionare una scopa di sagina o un mucchietto di sale davanti alla porta o alle finestre. Questo veniva fatto perchè, secondo sempre la credenza popolare, le JANARE erano costrette a contare tutti i fili della scopa o i granelli di sale prima di entrare, facendo arrivare così l’alba e di conseguenza, farle andare via. Vi assicuro che nei paesi qui intorno, ci sono tantissime persone che all’interno delle loro case hanno ancora ben posizionata una piccola scopa di sagina. Più persone sono convinte anche del fatto che esista ancora una JANARA nel paese di Casalduni e che questa, nonostante all’apparenza sembra avere atteggiamenti normali durante il giorno, di notte danza per le strade del paese,sparendo poi nel nulla. Come vi avevo già accennato, un pò di tempo  fa insieme ai miei amici, eravamo andati alla ricerca di tutti i posti che secondo alcune testimonianze, avevano qualche collegamento con le JANARE. 

La nostra prima meta è stata quella di San Lupo. Si narrava che in questo paese ci fosse un ponte, chiamato “ponte delle streghe” dal quale le streghette erano solite tuffarsi perchè il fiume sottostante in realtà, non era altro che una porta di collegamento con gli inferi. Inoltre la leggenda racconta che, nel torrente, dopo una notte di sfrenati riti sabbatici, fu rinvenuta una neonata che, recuperata, fu adottata da una coppia che non aveva figli. Divenuta signorina, nel pascolare il suo gregge, fu oggetto di attenzione da parte di un maturo signore. Questi però, rifiutato dalla fanciulla, sparse la voce di averla veduta compiere pratiche demoniache, provocando in tal modo la reazione del popolo che la congiurò, gettandola dal Ponte delle Streghe. Il corpo non fu mai ritrovato, trascinato da un vortice nelle profondità. Qualche tempo dopo l’accaduto, molti giurarono di aver visto una ragazza nuda danzare sulle rocce del torrente e tuffarsi nel momento in cui qualcuno avesse tentato di avvicinarla. Tanti anni dopo, un giovanetto discendente dalla famiglia dell’anziano signore di Limata, fu attratto da quella apparizione e una notte, vedendo la ragazza tuffarsi, la seguì. Anche il suo corpo, come quello della sventurata fanciulla, non fu mai ritrovato.

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Io sono una persona che si impressiona facilmente e credetemi se vi dico che si respirava un’aria strana e che non vedevo l’ora di andarmene. Sentivo rumori ovunque e pensavo di veder comparire la bambina da un momento all’altro!

 Ogni 24 giugno il comune di San Lupo organizza una festa, “La festa delle Janare” per rivivere e tramandare così’ la leggenda.

Subito dopo il ponte, ci siamo diretti verso la “LEONESSA”. E’ una roccia a forma di leone nel comune di Cerreto Sannita

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Sotto l’enorme masso è presente una chiesa ad oggi sconsacrata, dove si narra che un tempo, le JANARE erano solite andare per i loro vari riti e le messe nere al diavolo.

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Non so con quale coraggio sono riuscita ad entrare, ve lo giuro! 

Altra leggenda importante, questa volta appartenente specificatamente al comune di Benevento, è quella della “zoccolara”. Nel post precedente in cui vi parlavo di Benevento, se lo avete perso potete cliccare qui, avevo fatto cenno ad un gruppo di abitazioni costruire sul Teatro Romano nel quartiere del Triggio. Anticamente si raccontava che in quelle strade, durante la notte, si sentisse una donna ridere e correre con i suoi zoccoli di legno. Si diceva fosse un’erbaiola, morta non so come, che si divertisse ogni notte a spaventare in questo modo le persone. La realtà però è un’altra, la famosa “zoccolara” è stata un’invenzione degli abitanti,  per impedire alle persone di vagare in quelle strade, in quanto le famose “casine” costruite sul Teatro, erano occupate da prostitute e quindi,per evitare che le persone locali ne venissero a conoscenza, avevano inventato questa storiella. 

Esiste infine un’altra streghetta, L’URIA, che non è altro che lo spiritello della casa. Secondo le persone, ogni casa ne possiede una e se nell’assurda ipotesi, dovesse sparire qualcosa dentro casa, la colpa sarà di certo dell’URIA. Ricordo ancora come se fosse ieri, il giorno in cui ci trasferimmo dalla vecchia casa alla nuova. Dopo aver svuotato completamente la casa, mia madre mise nel pugno della sua mano un mucchietto di sale e iniziò a buttarlo in ogni angolo delle stanze. Le chiesi giustamente cosa stesse facendo e lei mi disse che in quel modo,l’URIA, sarebbe venuta con noi nella nuova casa. La sera per esempio, ogni volta che spazziamo a terra dopo la cena, non raccogliamo mai la spazzatura, ma la lasciamo in un angolo per tutta la notte, perchè in questo modo, sempre secondo la credenza, l’URIA può nutrirsi.

So che può sembrare una cretinata, ma è bello vedere come le persone credano realmente in queste cose ed è bello come riescano a trasmetterle anche a te. Ai giorni nostri, con tutta l’evoluzione e la tecnologia che c’è, sembra quasi si siano perse tutte le tradizioni, ed è veramente un peccato che un domani,possano finire nel dimenticatoio, restando così solo nei ricordi dei nostri avi.  

Se comunque volete saperne di più, sappiate che un paio di anni fa in queste zone hanno girato un film dal nome “JANARE”. Avevo avuto anche la possibilità di partecipare come comparsa, ma mi caco troppo sotto (perdonate la volgarità) e mi sono rifiutata anche di vederlo.

Spero vi siate appassionati quanto me nel raccontarle e di avervi fatto conoscere una leggenda che non tutti conoscono. Sono però curiosa di sapere se anche nelle vostre città esistano leggende del genere e sarei veramente contenta di poterle conoscere.

Alla prossima avventura! 

Federica

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8 thoughts on “Le JANARE di Benevento

  1. benevento e il sacro noce, l’antico culto di iside, i processi per stregoneria, la zuccolara e ..pietralcina con la maga alcina…terra natale di un pio molto noto…con la stregoneria praticamente alla porta. luoghi e personaggi oltremodo interessanti, buon sabato… V

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